di Erika Maniscalco, Counselor ad indirizzo sistemico
La famiglia è un piccolo gruppo con storia, la cui identità è caratterizzata dall’essere gruppo naturale/ primario per eccellenza con caratteristiche tipiche dei gruppi e dall'avere sue specificità per quanto riguarda la struttura, i fini e la dimensione temporale.
Osservando la storia della famiglia
nell’ultimo secolo, cogliamo in essa profonde
trasformazioni: il miglioramento delle
condizioni di vita nei Paesi più sviluppati;
la struttura della composizione della
popolazione verso valori bassi di mortalità
e natalità; la riduzione di dimensioni della
famiglia e la modificazione dei rapporti tra
i suoi componenti.
Occorre tenere conto
degli effetti di questi cambiamenti sociali,
strutturali e relazionali per progettare nuovi interventi che consentano
alla famiglia di crescere, svilupparsi
e proteggere i componenti più fragili
diffondendo l’idea del benessere.
La famiglia
ha transizioni che negli ultimi anni hanno
modificato i cicli di vita dei suoi componenti: fenomeno dell’adolescenza
prolungata, l'allungamento della struttura
familiare in senso verticale con una riduzione
orizzontale del numero dei suoi membri
(sempre più spesso un bambino ha i nonni
e nessun fratello); l'aumento
di famiglie ricomposte e monoparentali, la nuova caratterizzazione dell’impegno di
cura nella generazione dei giovani anziani,
donne soprattutto tra i 55 e i 65 anni che
si ritrovano a svolgere un lavoro di cura
esteso dalla cura dei nipoti alla cura di
genitori sempre più anziani.
Nelle molteplici tipologie di
costellazioni familiari attualmente presenti
nel contesto sociale, la coppia genitoriale
può non coincidere con quella coniugale,
i confini spaziali con quelli affettivi, i ruoli
di genere con quelli familiari. Inoltre, le
famiglie possono essere attraversate da
differenze legate all’appartenenza culturale
e la genitorialità non necessariamente
essere definita solo in termini biologici. Alcune famiglie si
trovano a svolgere le loro funzioni di base,
garantire cura e protezione, favorire l’esperienza di appartenenza e
quella di autonomia, negoziare i conflitti
e le divergenze, sviluppare la capacità
di condividere gli stati emotivi, superare
le incertezze in situazioni caratterizzate
da: plurinuclearità, genitorialità senza
coniugalità, discriminazione sociale e
multiculturalità.
Le situazioni prese in considerazione
sono la caratteristica di molte famiglie
che costituiscono delle condizioni di
realizzazione dei rapporti primari, nuovi
rispetto ai gruppi familiari regolati sul
modello delle famiglie nucleari tradizionali.
Avendo come di modello di riferimento
l’approccio sistemico, il fronteggiamento dei
compiti di sviluppo familiare può risultare
particolarmente difficile in situazioni in cui
tutte queste condizioni vengono meno.
Fruggeri propone di suddividere i compiti
di sviluppo e gli eventi che le famiglie sono chiamati a fronteggiare anche in consueti
e inconsueti, a seconda di quanto essi
siano o meno parte degli abituali repertori
di azione condivisa.
I compiti inclusi nel patrimonio delle
conoscenze comuni possono essere
previsti o imprevisti per una famiglia e
possono essere considerati normativi
o paranormativi, in quanto propri del
patrimonio di conoscenze comuni, e
riconducibili a dei repertori di azione noti a
cui ricorrere per affrontarli; in questo senso,
li possiamo definire “consueti”, non tanto
per la singola famiglia, ma per la comunità
in cui una famiglia cresce e si sviluppa.
I compiti di sviluppo inconsueti hanno
la caratteristica di risultare nuovi sia per
le famiglie che per i professionisti che
accompagnano, sostengono, aiutano le
famiglie.
Come possono i Servizi accompagnare,
sostenere, aiutare le famiglie mentre
affrontano momenti di impasse?
Alla luce di queste riflessioni, il Centro
Siciliano di Terapia della Famiglia ha
attivato “Lo sportello alla famiglia",
servizio di profilo integrato che attua la
presa in carino globale del sistema
familiare in collegamento con i servizi sociosanitari
territoriali. L’obiettivo trasversale
è rappresentato dalla volontà di creare un
servizio di supporto alle famiglie in difficoltà
che renda queste ultime consapevoli delle
loro potenzialità e delle loro risorse.

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