venerdì 4 aprile 2014

Le famiglie tra vincoli e risorse

di Erika Maniscalco, Counselor ad indirizzo sistemico 
     
     La famiglia è un piccolo gruppo con storia, la cui identità è caratterizzata dall’essere gruppo naturale/ primario per eccellenza con caratteristiche tipiche dei gruppi e dall'avere sue specificità per quanto riguarda la struttura, i fini e la dimensione temporale. 

Osservando la storia della famiglia nell’ultimo secolo, cogliamo in essa profonde trasformazioni: il miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi più sviluppati; la struttura della composizione della popolazione verso valori bassi di mortalità e natalità; la riduzione di dimensioni della famiglia e la modificazione dei rapporti tra i suoi componenti. 

Occorre tenere conto degli effetti di questi cambiamenti sociali, strutturali e relazionali per progettare nuovi interventi che consentano alla famiglia di crescere, svilupparsi e proteggere i componenti più fragili diffondendo l’idea del benessere. La famiglia ha transizioni che negli ultimi anni hanno modificato i cicli di vita dei suoi componenti: fenomeno dell’adolescenza prolungata, l'allungamento della struttura familiare in senso verticale con una riduzione orizzontale del numero dei suoi membri (sempre più spesso un bambino ha i nonni e nessun fratello); l'aumento di famiglie ricomposte e monoparentali, la nuova caratterizzazione dell’impegno di cura nella generazione dei giovani anziani, donne soprattutto tra i 55 e i 65 anni che si ritrovano a svolgere un lavoro di cura esteso dalla cura dei nipoti alla cura di genitori sempre più anziani. 

Nelle molteplici tipologie di costellazioni familiari attualmente presenti nel contesto sociale, la coppia genitoriale può non coincidere con quella coniugale, i confini spaziali con quelli affettivi, i ruoli di genere con quelli familiari. Inoltre, le famiglie possono essere attraversate da differenze legate all’appartenenza culturale e la genitorialità non necessariamente essere definita solo in termini biologici. Alcune famiglie si trovano a svolgere le loro funzioni di base, garantire cura e protezione, favorire l’esperienza di appartenenza e quella di autonomia, negoziare i conflitti e le divergenze, sviluppare la capacità di condividere gli stati emotivi, superare le incertezze in situazioni caratterizzate da: plurinuclearità, genitorialità senza coniugalità, discriminazione sociale e multiculturalità. 

Le situazioni prese in considerazione sono la caratteristica di molte famiglie che costituiscono delle condizioni di realizzazione dei rapporti primari, nuovi rispetto ai gruppi familiari regolati sul modello delle famiglie nucleari tradizionali. Avendo come di modello di riferimento l’approccio sistemico, il fronteggiamento dei compiti di sviluppo familiare può risultare particolarmente difficile in situazioni in cui tutte queste condizioni vengono meno.  

Fruggeri propone di suddividere i compiti di sviluppo e gli eventi che le famiglie sono chiamati a fronteggiare anche in consueti e inconsueti, a seconda di quanto essi siano o meno parte degli abituali repertori di azione condivisa. I compiti inclusi nel patrimonio delle conoscenze comuni possono essere previsti o imprevisti per una famiglia e possono essere considerati normativi o paranormativi, in quanto propri del patrimonio di conoscenze comuni, e riconducibili a dei repertori di azione noti a cui ricorrere per affrontarli; in questo senso, li possiamo definire “consueti”, non tanto per la singola famiglia, ma per la comunità in cui una famiglia cresce e si sviluppa. I compiti di sviluppo inconsueti hanno la caratteristica di risultare nuovi sia per le famiglie che per i professionisti che accompagnano, sostengono, aiutano le famiglie. 

Come possono i Servizi accompagnare, sostenere, aiutare le famiglie mentre affrontano momenti di impasse? Alla luce di queste riflessioni, il Centro Siciliano di Terapia della Famiglia ha attivato “Lo sportello alla famiglia", servizio di profilo integrato che attua la presa in carino globale del sistema familiare in collegamento con i servizi sociosanitari territoriali. L’obiettivo trasversale è rappresentato dalla volontà di creare un servizio di supporto alle famiglie in difficoltà che renda queste ultime consapevoli delle loro potenzialità e delle loro risorse.

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