venerdì 4 aprile 2014

Lo screening ortottico

di Viviana Randazzo, Ortottista, specializzata in riabilitazione visiva
     
     Patologie come lo strabismo (eterotropia) e l’ambliopia colpiscono tra il 3% e il 5% della popolazione nei primi 6 anni di vita, quando ancora il sistema visivo è instabile e facilmente compromesso da stimoli esterni inadeguati. 

Lo screening ortottico permette di individuare il più precocemente possibile eventuali patologie oculari, per prevenire eventuali conseguenze più gravi e permettere, attraverso trattamenti, un’adeguata maturazione della funzione visiva. 

Obiettivo di uno screening ortottico è ridurre la prevalenza delle deficienze visive di natura ambliopica; attraverso la diagnosi precoce di un deficit visivo unilaterale o bilaterale e della presenza di fattori ambliopigeni (come lo strabismo). 

La popolazione bersaglio è rappresentata da individui di età compresa nei limiti entro cui l’ambliopia è ancora suscettibile di trattamento efficace, cioè fino ai 8-10 anni di età. In generale, si tende a prendere in considerazione bambini di circa 3-4 anni, momento in cui iniziano a collaborare nell’esecuzione dei test. Affinché uno screening sia efficace, le procedure diagnostiche dovrebbero evidenziare tutti portatori delle anomalie oculari a cui esso si indirizza, attraverso test rapidi e semplici, che non richiedano l’utilizzo di apparecchiature o manovre complesse. 

Iniziando dall’analisi anamnestica riguardo all’eventuale presenza di forme di strabismo in famiglia, già dai primi mesi di vita (6-7 mesi) è possibile evidenziare un decentramento oculare osservando i riflessi corneali, primo segno di strabismo; è possibile, inoltre, valutare la motilità oculare e la convergenza. Attraverso test di preferenza visiva è possibile evidenziare l’eventuale presenza di occhio pigro quando il bambino non è attratto da stimoli strutturali. L’acuità visiva, invece, può essere valutata intorno ai 3 anni, utilizzando l’ottotipo figurato o le E di Albini; in più è utile valutare la visione stereoscopica con i test di Lang. 

Dopo l’accertamento di eventuali anomalie riscontrate durante lo screening, è fondamentale il follow-up del paziente: solo così si può intraprendere un trattamento per impedire l’aggravamento della patologia e  ripristinare, anche parzialmente, le funzioni oculari normali. Il successo terapeutico dipende dall’età, data la maggiore probabilità di raggiungere una visione normale o sub-normale con la diagnosi e il trattamento precoci. La durata del trattamento aumenta con l’aumento dell’età del paziente. 

Lo screening ortottico è quindi utile per la diagnosi precoce di patologie come strabismo, ambliopia, deficit della motilità oculare e gravi vizi di refrazione.

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